Cotti e Mangiati

Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Risy (del 05/08/2008 @ 23:55:02, in ricordi, linkato 2004 volte)

Domenica mattina di agosto, mi sveglio più rimbambita di quanto non sia andata a letto la sera prima.
Il micio - eh sì perchè forse non vi ho detto che la primavera ci ha portato un gatto, gradito ospite della nostra piccola dimora - ha grattato alla porta dalle 4 di notte perché era in preda a una crisi di coccole. Gli apriamo la porta, lo facciamo saltare sul nostro letto e lui, incontenibile felino, non vuole dormire ma mordicchaire i nostri piedi. Quindi, dopo un'ora di trattative, riusciamo a farlo appisolare e noi con lui. Ma ecco che spunta dalla porta la cucciola sonnabula che, disturbata da graffi e miagolii, cerca rifugio tra le pieghe del nostro letto munita di cuscinetto e di inseparabile orsetto, si sistema in mezzo con la testa capovolta rispetto alle nostre e quindi i suoi deliziosi piedini vanno a x random tra me e bisy.
Alla fine siamo diventati cinque: noi tre, il gatto e l'orso. Forse avremo un pò di pace e riusiremo a farci ancora un paio d'ore, ma ecco che adesso il gatto si è destato e gioca con il ciuffo di capelli della piccola, lei si muove, si rigira e Busy disperato si alza, prende il gatto e lo risbatte in soggiorno, chiude tutte le porte e si mette nel letto della piccola. Oooohhhh, pace. Un'ora neanche, 8.47 la piccola strimpella che vuole i cartoni per restare a letto, insomma una come si deve alzare dopo una notte/alba di domenica così? Minimo mi girano le balls non credete?
E così mi alzo, preparo la colazione e la servo al letto ai due poltroni, attacco l'immancabile lavatrice e mi sprofondo nella poltrona, annuncio che non ho voglia di fare nulla, ho cucinato ieri e quindi il pranzo è pronto, la casa è abbastanza in ordine e pulita e nelle due ore che mi separano dal pranzo voglio rilassarmi pensare a me.
Improvvisamente, sprofondata nella poltrona, mi sento smarrita: ho del tempo per me cosa faccio? Potrei farmi una ceretta casalinga così da sfoggiare la gonna domani in ufficio... Ma no! Non mi va di alzarmi, scaldare la ceretta, stare china a strapparmi i peli. No! Li lascio lì. Allora potrei leggere, ma poi mi passa la voglia, il cervello vuole stare a folle. Allora navigo un po', però pensandoci bene non ho nessun tema caldo da seguire.

La mia agenda Iveco piena di ricette (e di ricordi...)

Cazius! Ma possibile che ho due ore per me e non so cosa fare? Mi guardo intorno e l'occhio cade sulla mitica agenda Iveco dove conservo le mie ricette dal lontano 1982, è gonfia e in disordine perché metto lì tutti i ritagli di giornale o le ricette che prendo al volo, poi aspetto il momento giusto per trascriverle. Ecco! Ho trovato! Stamattina pulisco e aggiorno la mia agenda di cucina. è bellissima, cioè bruttissima nel suo aspetto, ma bella dentro perché c'è tutta la mia vita, la mia adolescenza con la scrittura un po' infantile, la mia giovienzza con le ricette universitarie, la mia storia di famiglia con le ricette passate da questa o quella zia, da questa o quella amica, che inevitabilemente ti fanno ripensare a bei momenti...

E così mettendo in ordine mi è venuta tra le mani questa splendida ricetta di Pasta alla pecorara, identificata BY SIMINETTA, per ricordarmi chi me l'aveva passata. La prima volta che Siminetta, come chiamo io la mia carissima amica, me l'ha cucinata eravamo studentesse universitarie, io a Perugia, lei a Roma. In occasione di feste o shopping per saldi a me piaceva fare un salto a Roma ed ero immancabilmente ospite nella sua graziosa casetta, era uns domenica, non so perché ero a Roma, forse per qualche fuitina amorosa, chissà... non eravamo sole, ricordo che a tavola c'era qualcun altro che non riesco ad individuare nella memoria e lei ci fece questa deliziosa ricetta, molto elaborata e molto buona. Scorro le pagine, leggo, mi emoziono, mi alzo e cucino la pasta. Ovviamente estendo l'invito a tutto il IV piano visto che la ricetta è corposa di ingredienti, elaborata e buonissima. A fine pranzo tutti si leccano i baffi, gatto compreso mentre assaggia i resti della teglia. Che dirvi? Il piatto merita, non è propriamente estivo, però... buona cucina e buoni ricordi a tutti!

Chiudo con una chicca di saggezza: "Nella vita possono portarci via tutto quello che abbiamo ma non i ricordi, che restano e resteranno sempre solo nostri. Č una grande risorsa, non sprechiamola: ha un grande potenziale"

Pasta alla pecorara

Pasta alla pecorara


Ingredienti per 4/5 persone:

  • 200 gr di carne macinata
  • 150 gr di pancetta affumicata
  • 1 melanzana
  • 2 zucchine
  • 2 peperoni
  • ricotta di pecora
  • pecorino grattuggiato
  • passata di pomodoro
  • olio
  • 1 cipolla
  • pasta di semola tipo orecchiette, cannolicchi, ecc.
opzionali
  • 250 gr di funghi
  • olive nere

Arrostire i peperoni, spellarli e farli a striscioline. Cuocere in padella zucchine, melanzana e funghi. In una pentola soffriggere olio e cipolla, aggiungere la carne macinata e successivamente la pancetta. Aggiungere la passata di pomodoro. Quando le verdure sono pronte, aggiungerle nel sugo e terminare la cottura. Infine aggiungere a piacere la ricotta e il pecorino.
 
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