Cotti e Mangiati

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Risy (del 22/10/2008 @ 15:26:18, in vacanze, linkato 22441 volte)

È inutile! Mi arrendo! Dopo svariati tentativi, mi arrendo.
È trascorso più di un mese dal rientro dalle vacanze e non ho trovato la giusta ispirazione per poter buttare giù quattro righe decenti in un post strepitoso che potesse raccontarvi le nostre bellissime vacanze, ma siccome non sono ispirata ho deciso di pubblicare un breve racconto senza infamia né lode pur di sbloccare questa situazione.

Collelongo - 16 agosto 2008 - San Rocco

Le nostre vacanze quest'anno sono state molto movimentate abbiamo passato una prima parte in Abruzzo, prevalentemente a Collelongo, paesino salito recentemente alla ribalta delle cronache come ben sapete, lì abbiamo trascorso i giorni di ferragosto e il 16 agosto, giorno di San Rocco, il santo patrono.
L'agitazione si sente dai giorni precedenti, quando i due panifici del piccolo paese cominciano a sfornare a ritmi serrati i dolci tipici delle feste, mentre gli operai montano le luminarie sulle strade, e nelle case si preparano le lasagne per il pranzo del giorno di festa. Il giorno della festa la sveglia è a dir poco traumatica, le campane iniziano il loro tintinnare incessante alle 7 di mattina, se non bastasse e volendo continuare a crogiolarsi nel letto, la banda musicale inizia a percorrere le strade paesane a suon di trombe e tamburi. Ormai sei sveglio, non resta che alzarti, aprire le finestre e goderti l'arietta fresca e frizzante che ti rinvigorisce e goderti lo spettacolo della natura. Un’allegra colazione e poi tutti ad accaparrarci il turno nell'unico bagno della casa (con tre bimbe piccole! Vi lascio immaginare) e poi via si scende in piazza per assistere alla processione.

Collelongo - 16 agosto 2008 - Processione San Rocco

Collelongo - 16 agosto 2008 - Processione San Rocco - Vecchina

Collelongo - 16 agosto 2008 - Banda

Un salto nel passato, non sono più abituata mi sembra di vedere il film con Nino Manfredi Per grazia ricevuta: “Viva Viva Sant'Eusebio”, ricordate? Al rientro a casa, stanchi e affamati, ci si appresta a divorare gli immancabili agnello e pecora alla brace, la scamorza alla brace, gli arrosticini e poi dolci e vino a volontà.

Il 17 di agosto: pronti, via! Subito ritrasferiti a Milano e via verso nuove avventure, abbiamo preso il nostro bel volo economico destinazione España, Alicante. Anni or sono, da giovane studentessa universitaria, finii in questa strana cittadina spagnola, che a dir il vero di spagnolo ha ben poco, è in costa Blanca, nella regione Valenciana, sì proprio quella della mitica paella, è una città che ha visto il suo sviluppo negli anni 70, ha poca storia spagnola, a parte il barrio tipico e la festa dei mori e dei cristiani, commemorazione delle battaglie dei cristiani contro le invasioni degli arabi, per il resto potresti pensare di trovarti a Miami, o in un'altro posto qualsiasi della Florida, ampie ampissime spiagge bianche con grattacieli che spiccano a ridosso dell'immancabile paseo, sul quale si affollano locali e localini uno accanto all'altro hai solo l'imbarazzo della scelta, dalla bocadilleria, alla taperia passando per il ristorante italiano o vasco (leggasi basco), insomma l'ideale per godersela tutta. Quest'anno, dopo quasi 10 anni di assenza, ho accettato con molto piacere il caloroso invito della mia amica Olga, spagnola doc. Lei e Rafael ci hanno fatto sentire dei princicpi, ci hanno lasciato la loro casa e hanno vagabondato in cerca di un letto dove dormire tra casa della zia di Rafael e quella di sua mamma. Poveri! Penso che non potrò mai ricompensarli abbastanza. In un bel condominio dotato di tutti i confort con piscina campo da tennis e da calcetto, spiaggia a due passi insomma tutto da godersi alla grande. Le spiagge sono praticamente libere, ogni tanto ci sono gli ombrelloni di stabilimenti che al mitico costo di 3 euro al giorno puoi sceglierti in qualsiasi posizione dalla prima fila all'ultima, e con altri 3 euro hai anche il lettino. Altro mondo...

Alicante - La spiaggia

Alicante - I locali 1

Alicante - I locali 2

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Di Risy (del 17/09/2008 @ 23:09:31, in premi, linkato 8143 volte)

Ormai un mese fa ho ricevuto il mio primo premio!
Emozione grandissima e inaspettata! Per questo ringrazio tantissimo CriCri e mi scuso per il ritardo con cui pubblico il premio.

Brillante Weblog 2008

CriCri di Sognando in cucina premia Cotti e Mangiati:

"blog adorabile, nei colori che trovo originalissimi e nei piatti su cui sbavo costantemente!"

Ecco il regolamento del premio e le mie assegnazioni:

Il Brillante weblog è un premio assegnato ai siti e i blog che risaltano per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi che per il design.
Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogsfera mondiale!

  1. al ricevimento del premio, bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog;
  2. scegli un minimo di 7 blog (o di più) che credi siano brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibisci il loro nome e il loro link e avvisali che hanno ottenuto il Premio “Brillante Weblog”;
  3. (facoltativo) esibire la foto (il profilo) di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog.

Saffron and Pepper
Per la sua grande capacità di narrazione e per i toni soft del blog perché lo rendono piacevole.
E poi... perché è la mia grande amica!

Mamma in corriera
Perché leggerlo mi mette di buon umore, mi sembra di veder raccontate alcune mie esperienze di vita

Essenza indivisibile
Perché da buona abruzzese ha creato un blog accogliente e pieno di gustose curiosità

Alberto La Rocca
Perché è se stesso, qualità rara da trovare in rete

Dolci ricette
Perché la sua grafica mi fa fare un tuffo nel passato, mi sembra di entrare in un ricettario di Maria Rosa

Una colica d'acqua
Per il suo modo di scrivere schietto e sincero e per la ricercatezza delle sue ricette e le segnalazioni dei locali

Fragole e cioccolato
Per il design fantastico, le incredibili foto e le ricette particolari

Condivido l'assegnazione del premio di CriCri a Mikamarlez dei Pasticci di memole che definirei semplicemente esilarante!

Complimenti a tutti!

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Di Risy (del 11/09/2008 @ 23:35:12, in _ pensieri di Risy, linkato 1905 volte)

Ciao!
Siamo tornati a casa dopo un po' di sane vacanze, da domenica Milano ci ha di nuovo accolto nel suo rumoroso grigiore, niente a che vedere con quello che abbiamo lasciato. Abbiamo ancora un po' di cose da sbrigare, ma anche tanto da raccontare, perciò presto faremo un post decente.
Intanto ringrazio CriCri di Sognando in cucina per il premio che mi ha assegnato: sono stupita e lusingata! Nei prossimi giorni provvederò a riassegnarlo.
Grazie CriCri!

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Di Bisy (del 12/08/2008 @ 00:54:35, in _ pensieri di Bisy, linkato 1804 volte)

Quasi non ci credo, sono arrivate le ferie!!!
Risy è già tornata nelle montagne natie, ha raggiunto la cucciola. Io sono rimasto a Milano con il gatto per fare gli ultimi scampoli di lavoro.
Non ce la faccio più! Davvero! E' stato un anno incredibilmente intenso, troppo forse. Senza che possa dire: ma ne vale la pena? Quanto tempo sottratto alle deliziose cene preparate da Bisy e gustate in seconda serata, magari da solo, perché determinati "task" non potevano attendere di essere completati. Ne vale la pena? Quanta stanchezza, mentale più che fisica, accumulata fino a toglierti le più normali facoltà psico fisiche, l'impossibilità di abbracciare la tua bimba e raccontarle storie di elfi e draghi, di streghe e folletti, o semplicemente dell'accaduto nel giorno che ci ha separato, e guardarla così, di taglio nella penombra del suo sonno tranquillo cercando un motivo che ti faccia dire: ma ne vale la pena? Poi cerchi di tirarti su pensando che tutto sommato è un bel lavoro, forse un po' sottopagato, ma che ti consente di vivere in una bella casa e assicurare un certo benessere... Ma è proprio così? Trascorrere 13 ore della propria giornata a realizzare i piani di qualcun altro come può produrre benessere? Quando si accorgeranno in azienda che la qualità del tempo che trascorriamo a produrre vale di più della produzione stessa? Che il capitale umano non è una figura retorica ma un bene prezioso al quale dovrebbero dedicare una voce di budget? Che ce ne facciamo di ciò che viene prodotto nell'infelicità o peggio nell'apatia? Qualsiasi lavoro facciate, chiedetevi se almeno non vi renda infelice, o non vi sottragga alle occasioni di felicità, perché se così fosse, la domanda sarebbe sempre la stessa: ma ne vale la pena?

Un saluto a tutti e un augurio di buone ferie, ci si rilegge a settembre per tornare ai fornelli più carichi che mai!

A presto!

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Di Risy (del 05/08/2008 @ 23:55:02, in ricordi, linkato 2006 volte)

Domenica mattina di agosto, mi sveglio più rimbambita di quanto non sia andata a letto la sera prima.
Il micio - eh sì perchè forse non vi ho detto che la primavera ci ha portato un gatto, gradito ospite della nostra piccola dimora - ha grattato alla porta dalle 4 di notte perché era in preda a una crisi di coccole. Gli apriamo la porta, lo facciamo saltare sul nostro letto e lui, incontenibile felino, non vuole dormire ma mordicchaire i nostri piedi. Quindi, dopo un'ora di trattative, riusciamo a farlo appisolare e noi con lui. Ma ecco che spunta dalla porta la cucciola sonnabula che, disturbata da graffi e miagolii, cerca rifugio tra le pieghe del nostro letto munita di cuscinetto e di inseparabile orsetto, si sistema in mezzo con la testa capovolta rispetto alle nostre e quindi i suoi deliziosi piedini vanno a x random tra me e bisy.
Alla fine siamo diventati cinque: noi tre, il gatto e l'orso. Forse avremo un pò di pace e riusiremo a farci ancora un paio d'ore, ma ecco che adesso il gatto si è destato e gioca con il ciuffo di capelli della piccola, lei si muove, si rigira e Busy disperato si alza, prende il gatto e lo risbatte in soggiorno, chiude tutte le porte e si mette nel letto della piccola. Oooohhhh, pace. Un'ora neanche, 8.47 la piccola strimpella che vuole i cartoni per restare a letto, insomma una come si deve alzare dopo una notte/alba di domenica così? Minimo mi girano le balls non credete?
E così mi alzo, preparo la colazione e la servo al letto ai due poltroni, attacco l'immancabile lavatrice e mi sprofondo nella poltrona, annuncio che non ho voglia di fare nulla, ho cucinato ieri e quindi il pranzo è pronto, la casa è abbastanza in ordine e pulita e nelle due ore che mi separano dal pranzo voglio rilassarmi pensare a me.
Improvvisamente, sprofondata nella poltrona, mi sento smarrita: ho del tempo per me cosa faccio? Potrei farmi una ceretta casalinga così da sfoggiare la gonna domani in ufficio... Ma no! Non mi va di alzarmi, scaldare la ceretta, stare china a strapparmi i peli. No! Li lascio lì. Allora potrei leggere, ma poi mi passa la voglia, il cervello vuole stare a folle. Allora navigo un po', però pensandoci bene non ho nessun tema caldo da seguire.

La mia agenda Iveco piena di ricette (e di ricordi...)

Cazius! Ma possibile che ho due ore per me e non so cosa fare? Mi guardo intorno e l'occhio cade sulla mitica agenda Iveco dove conservo le mie ricette dal lontano 1982, è gonfia e in disordine perché metto lì tutti i ritagli di giornale o le ricette che prendo al volo, poi aspetto il momento giusto per trascriverle. Ecco! Ho trovato! Stamattina pulisco e aggiorno la mia agenda di cucina. è bellissima, cioè bruttissima nel suo aspetto, ma bella dentro perché c'è tutta la mia vita, la mia adolescenza con la scrittura un po' infantile, la mia giovienzza con le ricette universitarie, la mia storia di famiglia con le ricette passate da questa o quella zia, da questa o quella amica, che inevitabilemente ti fanno ripensare a bei momenti...

E così mettendo in ordine mi è venuta tra le mani questa splendida ricetta di Pasta alla pecorara, identificata BY SIMINETTA, per ricordarmi chi me l'aveva passata. La prima volta che Siminetta, come chiamo io la mia carissima amica, me l'ha cucinata eravamo studentesse universitarie, io a Perugia, lei a Roma. In occasione di feste o shopping per saldi a me piaceva fare un salto a Roma ed ero immancabilmente ospite nella sua graziosa casetta, era uns domenica, non so perché ero a Roma, forse per qualche fuitina amorosa, chissà... non eravamo sole, ricordo che a tavola c'era qualcun altro che non riesco ad individuare nella memoria e lei ci fece questa deliziosa ricetta, molto elaborata e molto buona. Scorro le pagine, leggo, mi emoziono, mi alzo e cucino la pasta. Ovviamente estendo l'invito a tutto il IV piano visto che la ricetta è corposa di ingredienti, elaborata e buonissima. A fine pranzo tutti si leccano i baffi, gatto compreso mentre assaggia i resti della teglia. Che dirvi? Il piatto merita, non è propriamente estivo, però... buona cucina e buoni ricordi a tutti!

Chiudo con una chicca di saggezza: "Nella vita possono portarci via tutto quello che abbiamo ma non i ricordi, che restano e resteranno sempre solo nostri. È una grande risorsa, non sprechiamola: ha un grande potenziale"

Pasta alla pecorara

Pasta alla pecorara


Ingredienti per 4/5 persone:

  • 200 gr di carne macinata
  • 150 gr di pancetta affumicata
  • 1 melanzana
  • 2 zucchine
  • 2 peperoni
  • ricotta di pecora
  • pecorino grattuggiato
  • passata di pomodoro
  • olio
  • 1 cipolla
  • pasta di semola tipo orecchiette, cannolicchi, ecc.
opzionali
  • 250 gr di funghi
  • olive nere

Arrostire i peperoni, spellarli e farli a striscioline. Cuocere in padella zucchine, melanzana e funghi. In una pentola soffriggere olio e cipolla, aggiungere la carne macinata e successivamente la pancetta. Aggiungere la passata di pomodoro. Quando le verdure sono pronte, aggiungerle nel sugo e terminare la cottura. Infine aggiungere a piacere la ricotta e il pecorino.
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Di Risy (del 31/07/2008 @ 23:46:39, in vacanze, linkato 2692 volte)

Possibile che ogni anno sbaglio sempre il periodo delle ferie?
Questa cosa mi fa impazzire: nel mio ufficio entro il 30 marzo si decidono le ferie di tutti i ponti - Pasqua, Festa della Repubblica, Primo maggio, ecc. - e delle ferie estive! Ora mi domando... capisco tutto, ma uno può sapere con certezza a marzo quando fuori c'è pioggia e freddo quando vuole andare in vacanza?
È pazzesco, la situazione è questa: a gennaio rientrati dalle ferie di Natale, una mia collega si attacca al telefono e comincia a telefonare armata di depliant a tutti i villaggi di Calabria e Puglia. Dopo 15 gg in cui questa cosa si ripete domando: "Scusami ma quando vai in ferie?" intendendo, forse vuole farsi una settimana in primavera? E lei candidamente: "No le prime due di agosto" Cosa??? Le prime due di agosto? Mi sembra un 'eternità! L'anno è appena iniziato, nelle chiese che seguono il vecchio rito il presepe non verrà smontato fino al 2 di febbraio, io ho ancora in bocca il sapore del torrone, ho ancora pacchettini da scambiare con qualche amica ritardataria e questa pensa già ad agosto? Ma mancano 8 mesi ad agosto!!!

Mi mordo le mani stile Fantozzi nei suoi odiosi film. Torno al mio lavoro inquieta. Ecco arrivare la mail del personale: inderogabilmente entro il 31 marzo bisogna comunicare le ferie al proprio responsabile, che inderogabilemente entro il 30 aprile provvederà, verificate le necessità, a confermarle. È arrivato anche il mio momento, mi spingono a scegliere il mio periodo di ferie, la mia testa è piena delle lucette di Natale e di panettone ma io devo scegleire le ferie!
Chiedo appuntamento formale a mio marito: "Ehi ragazzo, stasera non ti inventare niente, calma tutti i tuoi bollenti spiriti, ché dobbiamo decidere le ferie di agosto" dall'altra parte il slenzio... poi un "vabbè" molto tirato

E così accade che alle ore 22, pargola a letto, noi smunti seduti a tavolino con calendario alla mano e armati di foglio e penna ci prepariamo a formalizzare una equazione algebrica che farebbe spaventare anche il genio di Numb3rs.
I punti di partenza:

  1. spendere il meno possibile per le ferie, siamo in bolletta e dobbiamo risparmiare;
  2. coprire più possibile il periodo in cui la cucciola non è a scuola, 6 settimane circa;
  3. consumare meno giorni di ferie possibili tra i pochissimi a mia disposizione, lui ne ha una valanga;
  4. cercare un posto carino dove andare e prendere le settimane che costano di meno per contenere le spese
  5. fare in modo che si facciano meno viaggi possibili di trasferta tra i vari posti dove andremo
  6. possibilmente alternarci nelle settimane in cui non saremo in vacanza per tenere a casa la piccola senza doverla allocare dai nonni e zii a 700 km di distanza.

L'equazione con il quadro delle settimane e molteplici scarabocchi sul foglio è pronta all'incirca alle 2 di notte, stanchi storditi e assonnati ce ne andiamo a dormire e tutta la notte un tarlo attacca il mio cervello:
"Avremo fatto le scelte giuste? Il giorno dopo tra vari ripensamenti e prese di coscienza comunico con il mal di pancia i giorni di ferie che saranno irremovibili come da disposizioni, cerco però di convincermi che in fondo abbiamo scelto un lungo periodo dal 2 agosto al 5 settembre, chi lavorerà una settimana chi l'altra, poi tre settimane insieme insomma tutto ok! Sono serena!
Ma...ma...c'è sempre un ma.. siamo a maggio iniziano i primi problemi... io che non ho telefonato a gennaio nei villaggi, per agosto trovo tutto prenotato (e meno male che c'è la crisi economica!) almeno in quelli che abbiano un buon rapporto qualità prezzo. Certo potrei sempre andare al club Valtur di Ostuni, 5000 euro in tre per una settimana, oppure in qualche camping a 1.8 km dal mare con mobilhouse (leggasi roulotte) e servizi esterni... no non posso, non fa per me! Per cui annulliamo prima settimana di agosto, la spostiamo alla prima di settembre che è molto più economica, e la cucciola? Vabbè una settimana la porteremo dalla zia, quindi già la spesa viaggi lievita dovrò scendere e salire nel we per portarla dalla zia, siamo a luglio i problemi aumentano e le settimane "scoperte" sono due, quindi la permanenza si allunga dalla zia e da qualcuno tra gli altri parenti di buona volontà che vorranno accoglierla.

Ma non finisce qui! Probabilmente il maritozzo non riuscirà a prendersi i miei stessi giorni a cavallo di ferragosto, quindi io scenderò prima a recuperare la cucciola, poi lui ci raggiunge e poi finalmente prenderemo il via per le meritatissime ferie. Frattanto però ogni settimana assisto impassibile a colleghi che vanno e vengono, tutti hanno già fatto minimo una settimana alcuni già tre e io soffrom vorrei ora andare in ferie non dover aspettare ancora tre lunghe pesanti settimane per poter arrivare al 9 agosto.

Risultato: tanta pianificazione e tanta insoddisfazione, ho sbagliato i calcoli algebrici, ho perso delle ore di sonno, mi sono crucciata nella decisione, e ora voglio andare via e mi tocca aspettare. Ecco cosa significa pianificare quando ancora hai nelle vene lo spumante delle feste natalizie

Ps.Acthung! A settembre, quando rientrerò, inzia il nuovo tour: bisognerà decidere le ferie per novembre dicembre e gennaio e pronti, via ricomincia la giostra e l'anno è passato, ma si può vivere così?
Vi farò sapere quanto mi sarà costata alla fine questa giostra di sali scendi, alla faccia delle vacanze economiche!
Per consolarmi mi dò alla cucina, cosa può distogliere la mia mente dalle ferie?

La mia bellissima sorellina, che in cucina non è proprio una maga, ogni tanto tira fuori dal cappello delle meraviglie una ricettina niente male come questa che vi riporto, l'ho chiamata rigatoni alla cinese perchè ha degli ingredienti che si trovano spesso nei piatti cinesi, ma sappiate che non ha nulla a che fare con la tradizione e la cucina cinese!

Rigatoni alla cinese

Rigatoni cinesi - Preparazione condimento


Ingredienti per 4/5 persone:

  • 400 gr di verza
  • 3 carote
  • 2 cipolle
  • sale
  • rigatoni o mezze maniche rigate ancora meglio
  • olio
  • parmigiano o pecorino secondo i propri gusti

Rigatoni cinesi - Cottura

In una capiente padella fai scaldare l'olio con le cipolle ridotte a striscioline magari con l'aiuto della mandolina, quindi aggiungi le carote e la verza ridotte a listarelle sempre con l'arnese di cui sopra, lascia stufare le verdure coprendo con il coperchio per far si che il vapore cuocia le verdure senza seccarle (e per questo costringervi ad aggiungere altro olio...) salate secondo il vostro gusto, se vedete che si asciugano e non sono ancora cotte potete bagnarle con una mezza tazzina di acqua. Cuocete la pasta,poi fatela saltare in padella, spolverizzate con abbondante parmigiano o pecorino, e gustate! é fresco, leggero salutare e gustoso!
bon appétit

Rigatoni cinesi - Serviti

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Di Risy (del 21/07/2008 @ 22:29:09, in riflessioni, linkato 2064 volte)

Per scrivere ho bisogno di ispirazione, questo periodo è stato ed è molto pesante e l'ispirazione insieme con la voglia di cucinare ovviamente ce n'è poca, poi c'è il caldo, la dieta... eh sì, perché sono rigorosamente : - ) a dieta!
Devo dimagrire 15kg! Chi ci crede?
Sarebbe un miraggio stratosferico. Però ho tutte le intenzioni di questo mondo, dire di no a tutte le tentazioni non è sempre facile. Evito il più possibile ma ogni tanto una cucchiaiata di tiramisù ci scappa. Giro da mesi tra un dietologo e un altro, cosa abbastanza comune tra coloro che vogliono o devono dimagrire e non ci riescono. La colpa sembra essere sempre di qualcun altro o di qualcosa di metafisico. Spesso io stessa ricorro a quei mezzucci, tentativi strampalati di giustificarsi: “mah non capisco, non mangio nulla eppure ingrasso!” Oppure: “faccio tante rinunce e non dimagrisco”. Certo, bisognerebbe definire esattamente il significato di “non mangio tanto” e “faccio rinunce”. Noi in sovrappeso - mi ci metto io per prima - tendiamo sempre a non conoscere il nostro problema fino in fondo, ma ne prendiamo benissimo atto quando entriamo in un negozio e tutto quello che ci piace non è della nostra taglia.
Essere magre conviene sotto tanti punti di vista e intendo elencare tutti quelli che io ho riscontrato essere validi:

  1. L'ASPETTO FISICO. E ti sembra poco? Vuoi mettere quei bei corpi snelli e armoniosi con le curve al punto giusto che girano per la città con questi vestitini fantastici per questa stagione, colorati, freschi, giovanili, io le invidio da morire! Poi dall'altra parte vedi certe cicce che fanno fatica ad essere contenute in quelle magliette easy in cui le portatrici insane le costringono modello salsicciotto. Io capisco tutto il desiderio di essere uguali alle altre però c'è un limite! Non è bello vedere rotoli di ciccia sudaticcia che girano qua e la, c'è anche il buon gusto!
  2. LA SALUTE. I magri, laddove non intendo i chiodi, ma diciamo in termine tecnico i normopeso, stanno bene fisicamente, non hanno problemi di mal di schiena, affaticamento, pressione giù pressione su, e poi non rischiano obesità, diabete, colesterolo e tutti gli annessi e connessi che se vai dal medico ti spaventi a sentire come ti stai distruggendo per esserti ingozzata con la brioche del mattino! La prossima volta che sarà davanti ad una brioche dirai "Via mia probabile causa di colesterolo lontana da me!" Vi sembra plausibile? NO! Ma mi domando come si fa a dire grasso è bello?
  3. LA SPESA PER L'ABBIGLIAMENTO. Le magre riescono a vestirsi con quattro soldi, perché mediamente i negozi fanno taglie per normopeso tendente ad anoressico. Le grandi griffe non considerano mai oltre la 42/44 alcune e se vai ai nei mercatini o negli outlet trovi, per loro sempre solo per loro, vestiti, gonne pantaloni, giacche scontatissime. Io mi aggiro raminga alla ricerca di una 46/48 che però sia comoda e vesta anche me! Ma *sob* il volto della commessa mi comunica mestamente che per me non ce n'è! Delusa e amareggiata esco e mi compro un gelato, per colmare quel vuoto da acquisto mancato. Così facendo non entrerò mai nella taglia giusta per trovare quello che voglio e sarò sempre più depressa!
  4. CIBO. Spendono mediamente meno noi in "sovrappeso" per la spesa quotidiana. Avete mai notato i carrelli dei supermercati? Quando vedo quelle montagne di cibo che si spostano a fatica tra un corridoio e l'altro del super, mi domando: è forse scoppiata una nuova guerra, mancano approvvigionamenti e io non lo so? Forse che non guardo i telegiornali? Preoccupata mi guardo in giro stile Fantozzi e mi domando: mi son persa qualcosa che devo anche io comprare? E il raptus scatta, e nel carrello ci finisce di tutto. Poi arrivo alla cassa, mi soffermo a guardare dietro ogni carrello trasbordante di wurstel e brioche, biscotti e patatine, pasta e costolette di maiale e c'è sempre un soggetto che proprio magro non è! Guardo d'altra parte il cestino smilzo, dentro bresaola, philadelphia light, acqua vitasnella, yogurt 0,1%, insalate in busta! Guardo chi porta il cestello, secondo voi? La figacciona di turno, con braccia tornite e sode che sfoggia le sue spalle nude e abbronzate, e come ti sbagli? Ma allora! È proprio la forma mentis che ci fa ingrassare! Sfinita e sfiduciata mi arrendo al mio destino! Non c'è soluzione: il mondo è dei magri!

Vi aggiorno sulla dieta, se mai avrò risultati, intanto consolatevi come mi sono consolata io!

Crostata alle spezie By Lucio

45 min di preparazione più due ore di riposo della pasta e 1 ora circa di cottura.

Crostata alle spezie - preparazione


Crostata alle spezie


Ingredienti:

per la pasta frolla al cioccolato:
  • 450 gr di farina
  • 220 gr di burro
  • 1 uovo
  • 150 gr di zucchero
  • 30 gr di cacao
  • la scorza di un arancio
  • 1 bustina di vanillina
per il ripieno:
  • 500 ml di latte
  • 4 tuorli
  • 30 gr di farina
  • 100 di zucchero
  • 10 gr di spezie miste (cannella, pepe, chiodi di garofano, noce moscata, vanillina, zenzero)
  • 120 gr di cioccolato fondente

Preparazione

Innanzitutto preparare la pasta frolla, facendo ammorbidire il burro a temperatura ambiente, mescolare farina caccao e zucchero, disporli a fontana, unire la scorza d'arancio e la vanillina sempre mescolando gli ingredienti secchi, al centro della fontana mettere il burro e l'uovo e impastare velocemente maneggiando il meno possibile. Avvolgere la pasta frolla nella pellicola e mettere in frigo per un paio d'ore. Intanto preparare la crema, scaldare il latte con le spezie, montare delicatamente i tuorli delle uova con lo zucchero, aggiungere il cioccolato fuso, versare il latte caldo, mescolare il tutto e rimettere nella pentola sul fuoco. Portare ad ebollizione per far addensare la crema, una volta pronta far raffreddare. Prendere la pasta frolla, stenderne poco più della metà su una teglia da crostata rivestita di carta forno, quindi versare la crema all'interno e ricoprire con un altro strato di pasta frolla. Chiudere i bordi e decorare con gli avanzi di pasta come desiderate. Passare in forno caldo 170/180 gradi per un'oretta e spolverizzare con cacao amaro prima di servire.

Crostata alle spezie

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Di Risy (del 20/07/2008 @ 18:19:56, in eventi, linkato 1855 volte)

Il tempo vola e non si riesce mai a fare tutte le cose che si vorrebbero, io arrivo ogni sera con il fiato corto e non solo per la intensa calura di questi giorni. I nostri weekend dell'ultimo mese sono stati impegnati in cerimonie: maggio e giugno si sa sono mesi dedicati alle feste e così siamo saltati da Milano a Roma e da Roma in Abruzzo come grilli salterini tra un matrimonio e l'altro tra una comunione e un battesimo. Tutti eventi molto belli, tutti intensi e partecipati, tanta gioia e tanto cibo superlativo, accompagnato come vuole la tradizione da tanto buon vino e qualche volta da un bel calice di champagne: di ognuno vi faccio vedere qualche foto, indovinate le locations ; - ) ?

Matrimonio a Zoate

Matrimonio a Roma

Matrimonio a Roma - I tavoli

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Di Risy (del 03/02/2008 @ 18:15:35, in appuntamenti goliardici, linkato 1998 volte)
Quando cercavamo casa nel quartiere di Milano dove vivevamo in affitto, ci siamo innamorati di un cortile di una casa di ringhiera tinteggiata di rosa e con le finestre verdi.
Non avremmo mai pensato che di li a qualche mese, un appartamento di quella casa sarebbe diventato il nostro. È una dimensione molto particolare quella della casa di ringhiera, sicuramente ha degli svantaggi: senti e vedi chiunque passi davanti alla tua finestra, ti sembra di essere in un quartiere di Napoli con panni stesi e il vociare sulle balaustre, ma ha anche dei vantaggi, per esempio la socializzazione.
Inevitabilemente la tua porta di casa non si chiude su un pianerottolo anonimo del palazzo, ma su un piccolo mondo del quale conosci i volti, le abitudini, le storie.
In questo contesto si possono fare piacevoli scoperte, come è successo a noi! Un trait d'union: la cucina e il piacere della buona tavola, ed ecco che parla oggi e parla domani, ci si scopre con una grande passione comune.
Siamo tutti vicini, tre appartamenti contigui, basterebbe buttar giù una parete e avremmo un mega open space per far feste e aperitivi (beh è un piccolo sogno). Siamo tutti così diversi, nessuno forse avrebbe immaginato che si nascondeva dietro le apparenze un filo conduttore e una sintonia di intenti che ci ha consentito di passare delle belle ore insieme, piacevoli, divertenti, goderecce.
Si va dalla giovane coppia italo- francese, precisa e squinternata allo stesso tempo. Lei vivace, frizzante, un vulcano di simpatia e di idee, una gran compagnona, lui apparentemente timido, riservato, con quel suo accento francese chic e divertente, che non perde mai la battuta giusta al momento giusto. Dall'altra parte l'ingegnere ex sancarlino amante della cucina e delle belle donne, che a casa sua non mancano mai: un piccolo genio delle sperimentazioni culinarie.
E poi ci siamo noi, "'a famiglia", apparentemente i soggetti più responsabilizzati dagli impegni, i più seri, eppure i nostri cortesi vicini con noi si divertono. E meno male! Se no va a finire che ci sentiamo i più vecchi. Da questa corrispondenza di amororsi sensi è partito un po' per scherzo un po' per divertimento un incontro mensile, più o meno, in cui ci troviamo per gustare le specialità che ciascuno di noi prepara. Ci siamo autodefiniti "Quelli del IV piano".
È tutto molto singolare, primo perché non è facile, in una città come Milano, che ci si ritrovi tra vicini di casa a condividere la tavola, e secondo perché ci divertiamo da pazzi. Organizziamo il menù, ci dividiamo i piatti da cucinare e durante tutta la giornata è un grande via vai di pentole e piatti da un appartamento all'altro.
In una occasione quel pazzo del "sancarlino" ha preparato 150 tortelli toscani, una cosa da rimanerci secchi, lui per la fatica, noi per la squisita scorpacciata (circa 70 in 7). Poi, durante la mattinata mentre preparava le carni per il ripieno, io e Vulcano facevamo incursioni in casa sua per assaggiare il sughetto munite di un pezzo di pane per il "puccino". Immaginate il tutto praticamente a colazione della domenica: persino la mia cucciola, capita l'antifona, si è aggiunta all'incursione e ha reclamato il suo pezzo di pane "pucciato".
In un'altra occasione invece Vulcano ha preparato uno stinco di Vitello da 1.8 Kg, qualcosa di mastodontico e di superlativamente buono, non avrei mai creduto che un pezzo di carne di quelle dimensioni potesse venire così tenera e buona (uhmmmmmmmmmmm), ma lei con la sua amorevole presenza è rimasta vicino allo stinco per 4 lunghe ore, ungendolo, spennellandolo, coccolandolo e difendendolo dalle grinfie del grasso e grosso gatto (il suo) che lo puntava con sguardo libidinoso e con qualche disappunto del consorte che avrebbe voluto per se le coccole in quelle 4 ore.
Io al confronto sparisco, questi sono grandi chef, mica scherzi. Al massimo li ho inondati di gnocchi, con doppio assaggio di gnocchi di patate al ragù e gnocchi di zucca al rosmarino.
Per le ricette occorre una e-collaboration, per cui io pubblicherò le mie, le più significative, Vulcano e Sancarlino, aggiungeranno le loro! E dico: guai a voi se non lo fate!
Al prossimo appuntamento da "Quelli del IV piano" che sarà prestissimo!
P.S. Auguro a tutti di avere vicini splendidi come i nostri.

Gnocchi di zucca


Gnocchi di zucca


Ingredienti per 4/6 persone

  • 1 Kg di zucca
  • 150 g di farina
  • 100 g di parmigiano grattugiato
  • 2 uova
  • 60 g di burro
  • sale, pepe e noce moscata
  • 1 rametto di rosmarino

Pulite bene la zucca e tagliate la polpa a dadini non troppo grossi. In un tegame fatela rosolare con la metà del burro a fuoco lento finché risulterà morbida e asciutta. Schiacciate la zucca e lasciatela intiepidire. Lavorate la purea ottenuta con la farina, le uova, 60 g di formaggio grattugiato, sale, pepe e un pizzico di noce moscata. Dovrete ottenere un impasto abbastanza comaptto con il quale formerete gli gnocchi. Infarinateli e allargateli su un vassoio o sul tavolo da lavoro infarinato. In un pentolino fate sciogliere il burro con gli aghi di rosmarino. Cuocete gli gnocchi in acqua bollente salata e scolateli con una schiumarola man mano che vengono a galla.
Servite gli gnocchi conditi con il burro fuso e il rosmarino. Spolverizzate con il parmigiano rimasto.

(ricetta tratta da "La mia Cucina", n.40, novembre 2001, pag.7)

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Di Bisy (del 07/01/2008 @ 00:33:01, in _ pensieri di Bisy, linkato 4353 volte)

Befana Anche quest'anno la vecchina con la scopa che non è una strega, ma la più simpatica Befana ha deciso di regalarci una bella giornata di regali, cibi, dolcezze, allegria tra amici e qualche bilancio sul tempo che passa che fa sembrare tutto un po' diverso. Cambiato in meglio, no... più semplicemente diverso. Dopo una nottata di meditazione con Risy sul perché ciò accada, su quanto perdiamo negli anni, sul veglioncino che non c'è più, sul nostro pigro assecondare gli eventi che non accadono se noi non lo vogliamo (insomma, non è che si sia dormito un granché), stamattina ci siamo alzati con una strana verve, sapendo che ci aspettava la pantomima per la nostra bimba, per farle sentire il passaggio della vecchina. Risy aveva curato tutti i dettagli: il caffé e i biscotti per la colazione, un goccio di liquore per riscaldarsi, un'ottima accoglienza per chi viaggia su scopa in questi tempi da ecopass, e le immancabili calze riempite di ogni ben di Dio.

La nostra cucciola ha gradito, non c'è che dire, questo ulteriore rinnovo del mistero del dono ricevuto da una figura fiabesca intravista in un libro di storie e in qualche personaggio travestito in Piazza Duomo. Si è anche stupita del fatto che al suo papà, a me, non è arrivato il carbone: “Mica sei stato così buono!”, ha detto. Cominciamo bene, se a cinque anni mi vede così, quando ne avrà diciotto potrei avere bisogno di un avvocato. Neanche il tempo di ragionare su questo e i ritmi di Risy ci riportano alla realtà: tra meno di mezz'ora i nostri amici si presenteranno a casa per un giro in centro a vedere la processione dei Re Magi dal Duomo verso la chiesa di S. Eustorgio e poi il pranzo, la convivialità, di nuovo i doni.

Per quanto velocemente ci siamo preparati, e una volta che i nostri amici ci hanno raggiunto, siamo riusciti a vedere passare il 57 che ci avrebbe portato in centro in tempo utile per la manifestazione costringendoci a ripiegare su un tram che ci ha fatto tardare di 20 minuti circa rispetto all'orario previsto. Bene. Era tutto finito. In quei 20 minuti i Magi devono aver avuto davvero fretta, se hanno percorso il seppur breve tragitto senza lasciare traccia dei proseliti. Tipica efficienza milanese, non hanno perso un minuto e hanno fatto il percorso nel tempo che ci vuole, senza esitazione e a passo svelto. Ironia della sorte: lungo il percorso c'erano dei tizi che proponevano uno “Stress Test” e ci hanno chiesto: “Secondo voi è vero che i milanesi sono stressati?”. Beh, chiedetelo ai Re Magi, se non è stress, allora è doping!

Le nostre donne non hanno sprecato di certo l'uscita al centro e hanno ripassato la lezione dei saldi, stranamente senza acquisti, come dicevo, le cose cambiano...

Siamo tornati a casa con una fame da lupi, col pensiero che per fortuna gli antipasti erano pronti, la lasagna solo da mettere in forno, come la tagliata, e la tavola già imbandita. Ma veniamo ai particolari...

Antipasto della casa

  • taleggio d'alpeggio servito con miele di castagno e noci
  • toma d'alpeggio servita con mostarda di pere viadanese
  • prosciutto di parma e melone d'inverno
  • zucchine casalinghe marinate sott'olio
  • misto di salumi con ciauscolo marchigiano, salsiccia di fegato abruzzese, salamella cremonese

Lasagne tartufate


Lasagne tartufate


Ingredienti per 6/8 persone

  • sfoglia per lasagne
  • besciamella
  • misto di funghi con champignon, pleos e pioppini
  • crema tartufata
  • parmigiano grattuggiato
  • burro
  • 3 mozzarelle
  • carne macinata
  • 2 salsicce

Anzitutto preparare gli ingredienti del ripieno: la besciamella con un litro di latte, burro, farina aromatizzata con pepe bianco e noce moscata, il misto di funghi trifolato in padella con aglio, prezzemolo, peperoncino e salsiccia sbriciolata. Scaldare in padella con olio e aglio la carne macinata e sminuzzare le tre mozzarelle. Predisporre quindi in una pirofila il fondo di besciamella poi gli strati di pasta distribuendovi sopra tutti gli ingredienti del ripieno e aggiungendo in ogni strato un paio di cucchiaini di salsa tartufata. L'ultimo strato fa da copertura con una sfoglia di pasta, parmigiano e fiocchetti di burro. Cuocere in forno a 180° per una quarantina di minuti. Servire calda.

Tagliata di vitello

con contorno di purée e spinaci saltati in padella

Tagliata di vitello con contorno di purée e spinaci saltati in padella


Procurare un bel pezzo di polpa di carne di vitello, metterlo con rosmarino, sale e olio in una teglia di terracotta e passarla in forno per 20-25 minuti a 200°, quindi servire a fettine sottili con olio di cottura e a piacere aceto balsamico oppure olio crudo e limone.

Torta meneghina


Torta meneghina


Grigliate in forno fette di panettone tradizionale milanese (basso con uvette) con zucchero a velo, bagnate con Grand Marnier e servite con crema inglese e misto di frutti di bosco.

Ananas al maraschino

Mettete a macerare dalla sera prima spicchi di ananas in maraschino e zucchero.

Lindt Lindor XXLLa tavola è rimasta apparecchiata per tutto il pomeriggio, i bimbi mettevano a soqquadro la casa e mentre noi passavamo da un liquorino digestivo all'altro nel frattempo ci ha raggiunto un'altra coppia di amici, con i quali ci siamo scambiati, un po' in ritardo i doni di Natale: su tutti spicca un gigantesco Lindor XXL da 900 grammi, nonché il completo da minigolf in miniatura che ci ha ispirato il racconto di una mitica “hole in one” del nostro amico, impresa mai riuscita al suo futuro suocero in trent'anni di golf. Il pranzo (e la giornata) si è chiuso allegramente intorno alle 20:00 con un brindisi a base di Berlucchi propiziatorio per l'annuncio bomba delle nozze prossime dei nostri amici: dunque non è più vero che tutte le feste porta via... ; - )

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